seiQui

Gualdo è un borgo medievale con un’ampia cerchia di mura a ferro di cavallo da cui si alzano cinque torri in discreto stato di conservazione, chiese di epoche diverse e un interessante convento francescano.
Offre splendide vedute che vanno dai Monti Sibillini fino al Monte Conero, piacevoli passeggiate nel centro storico e nelle sue campagne. La posizione panoramica, il clima collinare e l’accoglienza degli abitanti ne fanno una meta ideale, soprattutto d’estate.
TERRITORIO
Il territorio comunale di Gualdo si estende per oltre 22 km², in una zona collinare dal paesaggio suggestivo.
Campi coltivati, attraversati da corsi d’acqua, filari di alberi secolari e stradine di ghiaia o di terra si alternano a boschi, creando un mosaico di colori che cambia con le stagioni. La campagna è punteggiata di case rurali, sia isolate sia raccolte in piccoli nuclei, dove si riconoscono ancora i segni della civiltà contadina.
Il territorio è ideale per escursioni a piedi, a cavallo o in mountain bike, con soste presso fonti, edicole sacre, piccole chiese o all’ombra degli alberi, con vedute che arrivano fino ai Monti Azzurri.
Fuori dal centro abitato la campagna è organizzata in diverse contrade: Bartolotti, Contro, Marchesi, Morrone, Tomassucci, Scarchi, Valle, Castello, Fanelli, Massignano, Picacchi e Zazza.
VIRTUAL TOUR
Dalla contrada Massignano si apre una splendida vista sulla catena dei Monti Sibillini e sul borgo di Gualdo, dove spiccano la torre civica, le possenti mura, l’abside della chiesa di San Savino. Il panorama è dominato dalle dolci colline coltivate, punteggiate da case rurali che raccontano l’anima agricola del territorio, intervallate da boschi e sentieri. La lunga strada brecciata scende verso il Mulino Brunforte, mentre una variante conduce fino alla Fonte Straffi, offrendo scorci di storia e natura lungo il percorso.
STORIA
Le origini di Gualdo sono molto antiche. Probabilmente nacque dopo la distruzione di Urs Salvia e Falerio Picenus, quando i Signori di queste città, per sfuggire alle invasioni barbariche, si rifugiarono sui monti vicini e costruirono castelli in altura per difendersi meglio.
Il nome Gualdo viene dal termine longobardo Wald, che significa “bosco”, perché un tempo tutta la zona era ricoperta di foreste. Intorno al X secolo sorse una piccola cinta fortificata che proteggeva alcune case e la chiesa, di cui sono visibili ancora alcune tracce.
Il Castello di Gualdo fu la fortezza dell’antica famiglia Brunforte, che lo aveva ricevuto dai Bonifazi di Monte San Martino. Nel 1319, ormai in decadenza, i Brunforte lo vendettero alla città di Fermo, suscitando il dispiacere di San Ginesio, che si ritrovava un popolo rivale troppo vicino ai propri confini.
Per questioni di confine tra Gualdo e San Ginesio ci fu a lungo un clima di tensione, con furti, aggressioni e omicidi. Solo nel 1484, grazie all’intervento di papa Sisto IV, le due comunità firmarono una sentenza che fissò il confine sul fiume Salino.
Nel XVI secolo Gualdo ebbe contrasti territoriali anche con Sant’Angelo in Pontano e Sarnano, ma nel secolo successivo arbitrati di pace posero fine alle contese.
L’importanza del Castello di Gualdo dipendeva anche dal fatto che nel suo territorio passava il confine tra le diocesi di Camerino e Fermo.
MULTIMEDIA

Ascolta l’audioguida di Gualdo letta dall’attore Cesare Bocci: